Come un’arancia in Norvegia

luciano_mig_digital

 

Tracklist

KAOS  (4.22)

INSETTI E ZANZARE  (3.41)

RETROGUSTO (2.51)

RONDINE A PRIMAVERA  (4.07)

PUNTO ESATTO (3.52)

DA GRANDE (3.28)

LUNGO LA STRADA (2.58)

DAMASCO (2.56)

MUSA (4.18)

 

Lyrics

KAOS Padre dammi cinque soldi che mi dovrei drogare se proprio non ti va regalami un televisore e lasciami seduto li a guardarlo ore ed ore madre tu insegnami a ballare iscrivimi al concorso che mi faccia aggiudicare un posto all’ombra sopra al sole sopra al sole Kaos qui c’è troppo kaos che non riesco a muovermi col mouse troppo kaos kaos su questa scrivania che non si scrive niente per mandarlo via Padre dammi cinque soldi che vorrei comprare tutte queste cose che poi sono da buttare magari un ascensore sono fermo giù con il morale e sto male ma si sale C’è kaos troppa nebbia e kaos troppa nebbia e kaos neanche buona per sparire Kaos troppa melma e kaos troppa melma e kaos e un altro giorno da finire “nebbia si diffonde e mi confonde onde che si infrangono sulla mia mente un torrente di topi che mi inchiodano sistemi operativi che collassano i soldi di mio padre che non bastano mille crepe su pareti che si scrostano strati su strati che sotterrano il morale gradi su gradi e la temperatura sale droghe e frodi che ingrassano il maiale alla terra alibi confondono il virtuale dal reale che ve ne pare che ve ne pare dove devo andare cosa devo fare mille e uno desideri da realizzare sono sulla soglia del Kaos e rischio di impazzire” Padre …

Testo L. D’Abbruzzo – E. Colore Musica L. D’Abbruzzo – A. De Berti – A. Stanisci Edizioni Niski Studio

 

INSETTI E ZANZARE Non ti si può lasciare un attimo solo che ti ritrovi avvolto tra insetti e zanzare tanto che non riesci a camminare ti dicevo le punture fanno male Calma se non riesci a respirare vuoti sotto pelle da colmare hai provato a chiedere al dottore una medicina da provare Raid per le strade a scacciare mosche e zanzare maschere al volto di chi non si vuole infettare Sono evaso già da una prigione ne ritaglio foto dal giornale son rimasto uno tra un milione infettato dallo stesso male Raid per le strade a schiacciare mosche e zanzare maschere al volto di chi non si vuole infettare Raid per le strade a spruzzare un gas micidiale presi nel sonno così come mosche e zanzare

Testo L. D’Abbruzzo Musica L. D’Abbruzzo – A. De Berti – A. Stanisci Edizioni Niski Studio

 

RETROGUSTO Morbido il sapore così intenso di colore reso impenetrabile dai venti che dal mare risalgono colline e lo fanno maturare dopo avere corso il rischio di poterlo anche ammazzare Si può gustare giovane o dopo pochi anni in calici già sporchi resi amari dagli inganni se i grappoli vedessero il tuo torbido mestiere agli occhi tuoi ed al sole girerebbero il bicchiere Retrogusto di nocciole di fragole di bosco di piedi sporchi e di animo mischiati in mezzo al mosto un miliardo di parole che non riuscirò mai a dire io che bevo solo bevo solo per dormire dormire Fluido il tuo parlare vendi bene il mare e il sole ed io che sto a guardare ti darei quasi ragione se non fosse che ho guardato molto bene il tuo bicchiere forse tu per i miei soldi venderesti anche l’anima Retrogusto di nocciole di fragole di bosco Di piedi sporchi e di animo mischiati in mezzo al mosto Un miliardo di parole che non riuscirò mai a dire Io che bevo solo bevo solo per dormire Retrogusto di nocciole di fragole di bosco Di piedi sporchi e di animo mischiati in mezzo al mosto Un miliardo di parole che non riuscirò mai a dire Io che bevo solo e bevo bevo solo per morire

Testo L. D’Abbruzzo Musica L. D’Abbruzzo – N. Bucciarelli – A. Marino Edizioni Niski Studio

 

RONDINE A PRIMAVERA Sono stato così così troppo tempo solo che ho parlato solo con il mio silenzio ed ho capito che non servono le parole per spiegare cosa c’è in fondo al cuore una sola rondine fa primavera costruirò un castello dove prima non c’era ti ripeto non è il caso di pensare qui tra il dire e il fare c’è di mezzo…ho ascoltato da qui prima di poter parlare ore ed ore senza mai far rumore ho aspettato di vederti lavorare ore ed ore solo per sentirti dire che una sola rondine fa primavera costruirò un castello dove prima non c’era ti ripeto non è il caso di pensare qui tra il dire e il fare c’è di mezzo il male una sola rondine fa primavera tu vola tra i sorrisi dai denti di cera sotto un’altra luce mi farò truccare dietro i riflettori ho nascosto il male

Testo e musica L. D’Abbruzzo Edizioni Niski Studio

 

PUNTO ESATTO Ci sono cose che finiscono nel punto esatto dove iniziano ci sono strade parallele nell’oscurità giochi di luce che ti incantano le forme d’onda si rincorrono indizi barocchi che soddisfano le tue vanità era l’aurora ed ora è già sera resta chi spera e chi spara ancora ci sono parole che finiscono dentro frasi di mediocrità giochi di parole che ti sviano dalla verità la verità di chi racconterà quella versione della storia che a tutti quanti ci garantirà incolumità era l’aurora ed ora è già sera resta chi spera e chi spara ancora ci sono cose ci sono cose ci sono cose che cominciano ci sono cose ci sono cose ci sono cose che finiscono era l’aurora ed ora è già sera resta chi spera e chi spara ancora era l’aurora ed ora è già sera resta chi spera anch’io spero ancora sorella notte che scalda chi spera

Testo L. D’Abbruzzo – D. Mignardi – N. Bucciarelli Musica l. D’Abbruzzo – N. Bucciarelli Edizioni Soul Trade Music Publishing

 

DA GRANDE Da grande mi dicevo vedrai sarà tutto migliore avrò sempre una cura per tutti farò il dottore Da grande mi dicevo vedrai sarà tutto più bello sarai libero di volare di avere un figlio Da grande mi dicevo vedrai sarà tutto migliore avrò sempre un sorriso per tutti sarò un attore Da grande mi dicevo vedrai sarà tutto più vero ma non lo vedi che il cielo adesso è ancora più nero E questa voglia di distruggermi che ho da dove sia venuta fuori non lo so e piove ancora come allora su di noi che forse il sole non lo abbiamo visto mai Trova un posto e salva i tuoi pensieri è tutto quello che resta di ciò che avevi ieri E questa voglia di distruggermi che ho da dove sia venuta fuori ora lo so e piove ancora più di allora su di noi che forse il sole non lo abbiamo visto maI

Testo L. D’Abbruzzo – D. Mignardi Musica l. D’Abbruzzo Edizioni Soul Trade Music Publishing

 

LUNGO LA STRADA Lungo la strada mi incontrerai a tirare i sassi contro il cielo come fossero guai la tua foto che sbiadisce chiusa dentro quell’armadio la tua voce che svanisce come preghiere da una radio Brucio notti e vita tra fuochi accesi tra bottiglie aperte ed occhi chiusi cercare un senso dove la vita un senso non lo ha e vendere emozioni per poi chiedere pietà Chissà se sarò un uomo e un uomo tu sarai per guardare avanti e non fermarmi mai chissà se sarò forte forte più di chi non guarda fino in fondo e dice sempre si

Testo L. D’Abbruzzo Musica L. D’Abbruzzo – A. De Berti – A. Stanisci Edizioni Niski Studio

 

DAMASCO Voglio aprire un chiosco sulla via di Damasco e vendere i miei sogni solo al prezzo di un caffè Voglio aprire un chiosco su una via che conosco e vendere i miei sogni solo per comprare te Voglio dare il  banco quando passerà il corteo voglio stare sveglio quando parlerai di me Voglio fare luce dove luce non c’è e porti le candele che poi spegnerai su me ma fai male a soffiare che se soffi troppo forte il fuoco non lo puoi fermare Voglio aprire un chiosco sulla via di Damasco e vendere le foto del miracolo del the Mi fai male non urlare tu mi parli così forte e fortemente voglio andare

Testo L. D’Abbruzzo Musica L. D’Abbruzzo – A. De Berti – A. Stanisci Edizioni Niski Studio

 

MUSA Il principio del discorso non l’ ho trovato ancora sei andata via da un minuto manchi già che è un ora scusami se ti guardo con insistenza se non riesco a starti senza mi alimento di te scusami se apro bocca e poi non parlo mi consumi come un tarlo mi penetri le ossa scusami se non posso prenderti e faccio in modo che ti allontani dalle mie mani scusami se ti guardo con insistenza dietro i vetri della stanza dove qualche volta torni musa ti chiedo scusa se non parlo dimentico che so farlo dimentico di me scusami se ora ti dico prendimi e lascia libere le tue mani dentro le mie mani e adesso vestiti  sono venuto a prenderti ti porto fuori fino a domani fino a che non chiami e dici dimenticami la fine del discorso io non la cerco ancora e ci riprovo domanI

Testo L. D’Abbruzzo Musica L. D’Abbruzzo – A. De Berti – A. Stanisci Edizioni Niski Studio